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I primi 3 passi per vendere online

Il commercio online in Italia l’anno scorso faceva registrare un + 11% in controtendenza sul commercio al dettaglio, ovvero vendere online è possibile e frutta. Questo segnale è un vero e proprio boato in un momento di crisi e rallentamento dell’economia come questo, ed è un segnale che viene raccolto dai negozi sempre di più come una possibile risposta ai propri problemi.

Ma per chi si avvicina a questo mondo per la prima volta c’è il rischio di fare tutta una serie di errori e di sottovalutazioni che potrebbero frenare se non proprio bloccare la partenza della attività online.

Vediamo quali sono i 3 passi obbligatori per cominciare con il piede giusto questa nuova avventura.

  1. Avere le idee chiare Non è una ovvietà. Vendere online, non è semplicemente vendere qualcosa. Qualunque esperto vi dirà che occorre una strategia e una concreta idea di come realizzare l’obiettivo (vendere). Per pianificare una strategia bisogna innanzitutto scegliere tra i diversi modelli di vendita online a disposizione. Innanzitutto esaminate la vostra offerta. Cosa vendete? Ad esempio se il vostro negozio vende brand (vestiti, scarpe) o oggetti comunque facilmente reperibili sul web (ad esempio libri nuovi) dovete sapere che la vostra battaglia sarà su prezzo (dovrete essere concorrenziali con chi avrà lo stesso prodotto) e customer service (dovrete essere competitivi nell’esperienza di acquisto che offrite ai clienti). In ogni caso vi servirà tempo da dedicare al vostro canale di vendita. Nessun tool potrà sostituirsi a voi. In questa fase dovete capire quale modello di vendita è compatibile con la vostra attività e con i vostri tempi. Un eCommerce tradizionale necessità una struttura efficiente (un sito approntato per la vendita online che garantisca la sicurezza di pagamenti e dati) un catalogo sempre aggiornato, foto professionali (più di una per pezzo). Un chatCommerce riduce sensibilmente l’impegno e l’investimento spesso appoggiandosi ai social – è una soluzione adottata da molti negozi che curano bene Instagram – ma occorre avere un’organizzazione tale da tenere sotto controllo spedizioni e pagamenti, senza perdere nulla.

  2. Capire qual’è il canale giusto. Da dove verranno i clienti? Per vendere online non è sufficiente essere online. Immaginate di aprire il vostro negozio fisico in una gigantesca metropoli dove ogni punto è facilmente raggiungibile da chiunque, ma banalmente ci sono luoghi più frequentati di altri. Il punto è far entrare persone nel vostro negozio. Pubblicità direte voi. Si, certo, ma con un criterio. Si può lavorare (ma costa ed è un impegno che per avere risultati deve essere costante) sul posizionamento su Google del vostro negozio, ma è qualcosa di dispendioso (è bene saperlo) e non immediatamente efficace (non porta a vendite immediate). Si può lavorare sui social (Instagram è molto buono, Pinterest è buono per certe attività, specie se artigianali o rivolte a un pubblico femminile), il che è sicuramente meno dispendioso, ma richiede di base costanza, coerenza nella pubblicazione (con la vostra pagina aziendale non siete privati, siete negozi!) e comunque un investimento minimo per allargare la vostra visibilità. In pratica vi dovete chiedere come portare traffico alla vostra attività e come farcelo restare. Non c’è una formula magica, potete però essere certi che investire qualche migliaio di euro per avere un sito eCommerce molto bello ed efficiente, facendo restare le metriche dei vostri social intorno (o peggio sotto) ai 1000 like o senza spendere un euro in SEO, equivale a buttare i vostri soldi in mare.

  3. Prendere in considerazione tutto il funnel di vendita. Prima di partire dovete esaminare tutte le sequenze (discovery, check-out, spedizioni) che compongono la vendita e verificare di soddisfare i requisiti per ognuna, secondo il modello che avete scelto. La discovery dei vostri prodotti è come i clienti possono accedere al vostro catalogo, le informazioni che possono ricevere, la pubblicità dei prodotti. Il check-out è ovviamente il sistema di pagamento, che deve essere sicuro (soldi e dati personali), possibilmente all’avanguardia nei sistemi antifrode. Le spedizioni non sono una cosa da lasciare al caso. Ogni spedizioniere ha un tariffario, va contattato, va impostato un flusso che vi garantisca di poter dare delle tempistiche precise al cliente che acquista. Considerate che per essere competitivi su un mercato online che tende a dare le spedizioni gratuite, dovreste essere in grado di adeguarvi.

In conclusione, posto che vendere online sarà sicuramente nei prossimi anni sempre più importante (per le attività) se non necessario, la domanda “come vendere online?” non può e non deve essere presa sottogamba. La strategia da adottare deve adattarsi prima di tutto alla vostra attività reale, alle vostre esigenze e ai vostri tempi, per evitare di scoprire troppo tardi di aver perso tempo e denaro. Il nostro consiglio è provare gratuitamente Airshop.

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